Colli, un piccolo borgo nel cuore della Ciociaria
La carta geografica della Ciociaria è una multiforme e fantasiosa mappa letteraria dai confini vagamente sfumati. Crocevia di popoli che raccoglie l’eredità dei Volsci, degli Ernici e degli Equi, la Ciociaria in senso storico-geografico si estende dai Colli Albani ai Monti Aurunci, dall’Appennino abruzzese al mare.
I nostri terreni si trovano a Colli, piccola frazione adagiata sui “colli” del borgo medievale di Monte San Giovanni Campano (Frosinone), a 450 metri sul livello del mare. La frazione prende il nome dai vari colli che la compongono, su ognuno dei quali trova luogo un agglomerato di abitazioni.
Ogni bottiglia di vino e ogni goccia di olio extravergine firmati Cantina Monticiana racchiudono l’essenza di questa terra. Non si tratta semplicemente di prodotti agricoli, ma del racconto di un paesaggio, di un clima e di una tradizione che si tramandano da generazioni.
Scegliere Cantina Monticiana significa portare in tavola i sapori autentici della Ciociaria, un territorio ancora poco conosciuto rispetto ad altre grandi aree vitivinicole italiane, ma capace di offrire prodotti di straordinaria qualità, identità e autenticità.
Un microclima ideale
Il clima di Colli rappresenta uno dei principali punti di forza della produzione di Cantina Monticiana. Le estati sono calde ma mitigate dalle brezze provenienti dalla Valle del Liri, mentre le notti fresche favoriscono importanti escursioni termiche durante il periodo di maturazione delle uve.
Queste condizioni permettono una lenta evoluzione degli aromi, preservando l’acidità naturale delle uve e sviluppando profumi intensi e complessi. Anche gli ulivi beneficiano di questo microclima, producendo olive sane e ricche di sostanze aromatiche, fondamentali per ottenere un olio extravergine di oliva equilibrato e ricco di personalità.
Una storia millenaria
All’inizio del II millennio nella zona di Canneto vi era una comunità monastica, visitata anche da Alessandro III intorno al 1130, che includeva la stessa chiesa, oggi ancora presente, edificata sui resti di costruzioni più antiche. Essa appartenne prima alla Certosa di Trisulti e poi ai conti Lucernari fino a qualche decennio fa.
Lo stesso rudere da cui è partita l’avventura della Cantina Monticiana era utilizzato, fino a qualche decennio, fa come abitazione per i guardiani del Conte dei Lucernari. Ci piace pensare che in questa atmosfera rupestre e piena di vita, i conti della famiglia abbiano riposato all’ombra di un ulivo secolare o assaporato un buon bicchiere di vino, antenato dei nostri “Selvapiana” e “Colle di Josa”.
Un luogo di tradizioni
Nel corso dei secoli la chiesa ha rappresentato non solo un luogo di fede, ma anche un punto d’incontro per la vita della comunità rurale, accompagnando il ritmo delle stagioni, delle semine e delle raccolte. Ancora oggi conserva il fascino della sua storia e racconta il legame profondo tra l’uomo, la terra e le proprie tradizioni.
Un patrimonio da conservare
Per Cantina Monticiana, vivere e produrre in questo contesto significa custodire un patrimonio che va oltre la qualità del vino e dell’olio extravergine: significa essere parte di un territorio dove natura, cultura e memoria si intrecciano da secoli, dando vita a prodotti autentici che ne riflettono l’identità.
Un clima ideale
Il vigneto e l’uliveto della Cantina Monticiana si trovano a ridosso del torrente Amaseno, a pochi chilometri dal punto di confluenza con il fiume Liri, nonché a breve distanza dallo storico confine tra Stato Pontificio e Regno delle due Sicilie.
Grazie al clima caldo e mite del luogo e grazie alla vicinanza del piccolo torrente, che offre un drenaggio naturale del terreno, le viti crescono rigogliose e forniscono un’uva perfetta per i nostri vini. L’ottima esposizione al sole delle nostre piante completa questa equilibrata armonia.
Alcuni chiamano la Ciociaria la nuova Toscana. Qui i venti della Valle del Roveto si intersecano con quelli provenienti dal Parco Nazionale d’Abruzzo (versante laziale); la protezione delle montagne a nord, l’esposizione a sud, l’altitudine, i pendii leggermente ripidi dei campi e i terreni oscillanti fatti di melassi, calcarei e ricchi di tufo contribuiscono a rendere questa zona di vigneti e uliveti un ambiente unico e spettacolare.
La Ciocia
La Ciociaria prende il nome da un’antica forma di calzatura molto usata da contadini e pastori in tutto il Lazio meridionale: la ciocia, appunto. Indossata indifferentemente da uomini e donne, la ciocia è composta da un’ampia suola di cuoio con la punta rialzata davanti, mantenuta stretta al piede con stringhe e girata per tredici volte intorno alla gamba. La gamba è tradizionalmente rivestita fino al ginocchio da un pezzo di tela bianca (le cosiddette “pezze”) che avvolge completamente piede, caviglia e polpaccio.
Le origini della ciocia sono antichissime: il termine deriva dal latino soccus o socculus, una forma di sandalo molto diffusa fra i romani, che – in una sua particolare forma – era molto usata da contadini e pastori perché più robusta e più resistente. Infatti, pur essendo flessibili, le ciocie erano ben ancorate alla gamba e si adattavano a tutti i terreni lasciando grande libertà di movimento nel lavoro.

